Malattie respiratorie: dai sintomi alla diagnosi nella storia dei giorni nostri dal punto di vista dello Pneumologo

Nella seconda meta’ del secolo scorso cominciarono ad essere diagnosticate le malattie persistenti dei bronchi, le cosiddette “bronchiti croniche” . Precedute da anni di tosse e catarro e seguite dalla comparsa di dispnea (fiato corto) in una societa’ divenuta tollerante verso disturbi della salute considerati “ovvii” dopo i drammi della TBC ma, anche, poiche’ il benessere e l’emancipazione si misurava nella diffusione dell’abitudine all’alcool ed al fumo di sigarette e pipa, per le bronchiti croniche fu a lungo negata l’esistenza di una causa “esterna” o diversa dall’aria inquinata o dall’ambiente di lavoro (miniere, fabbriche).
E cio’ anche per motivi soprattutto finanziari! Eclatante fu infatti, al riguardo, la notizia di fine anni 2000 circa l’inganno perpetrato da una grande azienda produttrice di tabacco accusata di aver “pagato” alcune commissioni di “esperti” per alterare le conclusioni statistiche di importanti studi scientifici ed epidemiologici circa gli stretti rapporti “mortali” tra “fumo” e “malattie croniche dei bronchi” (la BPCO) ed i tumori del polmone.
In quel caso, in particolare, l’azienda aveva tentato di celare la numerosita’ delle morti da tabacco sminuendone la responsabilita’ nel provocare i tumori polmonari.
Quell’azienda, in seguito, imparo’ a diversificare i propri campi di investimento industriale ma il “guaio” era fatto. Tanti giovani ragazzi e ragazze erano cresciuti col mito dell’idolo, uomo o donna, invincibile con la sigaretta fumante in bocca o stretta tra le dita! Molte le “vittime” rese famose anche dal cinema e amate da molti di noi senza conoscere la verita’: rammento solo il mitico John Waine, eterno cow boy o il tenebroso Humphrey Bogart di Casablanca.

 

E cosi’, negli anni ’80/’90 quasi parallelamente cresceva la numerosita’ e la gravita’ dei tumori polmonari, la cui causa principale e’ il fumo di sigaretta.
E se ci fosse bisogno di altra prova, basti tener conto del fatto che il numero di donne che si ammalano di cancro al polmone e’ aumentato proprio parallelamente all’accresciuta abitudine delle donne a fumare! Mai rincorsa tra i due sessi fu piu’ inutile e letale!
Tumori polmonari! la cui sintomatologia, diversamente dalle bronchiti croniche, restava e resta a lungo silente fino a conclamarsi quando quel rotolino di carta “acceso” ha gia’ causato grave danno alla salute!

 

 

Tutte le fasce d’eta’ sono interessate dai danni “respiratori” da fumo.
Ed anche se, per il momento, non esistono ancora dati statistici sufficienti a comprovare che la “nostra” Legge anti-fumo [CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE 17 dicembre 2004 in G.U. n. 300 del 23 dicembre 2004: Indicazioni interpretative e attuative dei divieti conseguenti all’entrata in vigore dell’articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sulla tutela della salute dei non fumatori. Nell’approssimarsi della data di piena entrata in vigore delle prescrizioni dell’art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sulla tutela della salute dei non fumatori – prevista per il 10 gennaio 2005 ex art. 19 del decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266 – si ritiene proficuo, con la presente, fornire alcuni chiarimenti e utili indicazioni sulla portata ampiamente innovativa di dette disposizioni] provvida e copiata da numerosi Paesi – i vantaggi sociali e sulla salute in genere sono evidenti a tutti coloro (ancorche’ fumatori) che frequentano locali pubblici.
Le statistiche dicono che nei prossimi anni le malattie (croniche) dell’apparato respiratorio (MAR) saranno tra le prime 5-6 quanto a riscontro nella popolazione (epidemiologia) nonche’ la quarta causa di morte.
Ed oggi? Di fatto, ai giorni nostri, l’incidenza delle malattie dell’apparato respiratorio e’ in aumento ovunque, colpendo tutte le componenti anatomiche dell’apparato respiratorio, dalle vie aeree superiori a quelle inferiori.
Le allergie a pollini e polveri ed anche ad alcuni alimenti sono alla base di riniti ed asma (oltre che orticarie e..) e necessitano di attenzione per il rischio di aggravamento nel tempo.

 

 

Ma come ci avviciniamo alla diagnosi? Alcune MAR possono essere particolarmente fastidiose per brevi tempi, vedi le tracheiti (tosse quasi canina) e le laringiti (raucedine), o recidivare ad ogni ri-esposizione a climi (alta montagna d’inverno) e microclimi (ambienti con aria condizionata). Altre possono concorrere, se non opportunamente diagnostiche o prevenute nella loro marcia verso la cronicizzazione, a provocare patologie respiratorie complesse, che coinvolgono altri apparati fino a generare polipatologie intricate sotto il profilo diagnostico.
Cio’ che e’ subdolo in tali malanni, che molti (con termine volutamente banalizzante o esorcizzante) denominano disturbi, e’ la sintomatologia con cui tendono a manifestarsi.
Cio’ che vale, ad esempio, per alcuni disturbi respiratori legati al periodo del sonno poiche’ (grossolanamente) si manifestano mentre si dorme! Russamento e apnee possono colpire molte persone a causa anche di stili di vita ed abitudini alimentari dannose!!

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